posted by heteronymos @ 15:01 - domenica, 03 dicembre 2006

Manifesto per la prima rappresentazione
di Tristano e Isotta -Teatro comunale di Bologna
(Sabato 2 Giugno 1888)

 

TRISTANO E ISOTTA

 

O sink hernieder, Nacht der Liebe” cantano

Tristano e Isotta, immersi nel delirio,

quando intonano l’inno della notte:

“Oh, discendi quaggiù, notte d’amore”!

Gli amanti si dissolvono nell’eros,

che li avvince, li annienta, li consuma:

cromatica e infinita melodia,

cifra dell’abbandono e della morte...

Abbiamo pianto insieme - lo ricordi? -

travolti ed ammaliati da quel canto.

Prendeva forma, nelle nostre lacrime,

la coscienza dolente, lacerata,

di un amore che ignora differenze...

Abbiam svelato, complici di un sogno,

l’abbagliante utopia di una fusione,

di un’osmosi accecante, di un’ascesi,

che la prosa del mondo misconosce,

che tu stessa hai cercato e rinnegato.

La morte di Tristano mi sgomenta:

emblema dello scacco e della fine

di una passione estrema ed assoluta.