posted by heteronymos @ 20:22 - martedì, 12 febbraio 2008

RINASCITA

 

O Musa mia, fragile e dolente,

che mi riporti a riveder le stelle:

dammi la forza di guardare il cielo,

traversando le nebbie della perdita:

la notte, il gelo dello smarrimento!

Dammi la forza di tornare all’opera:

alle fatiche nobili e sovrane

che seducono il cuore e l’intelletto...

Ora io sono pronto a ripartire

verso lidi lontani e inesplorati,

ove bellezza, amore e conoscenza

vincono il tempo e le miserie umane!

Contro le logiche meschine e sterili

di chi vuol calcolare e possedere,

contro l’angustia cieca dei mercanti,

portatori di morte e di sconfitta,

insorgono le forze sconosciute

d’un’opera in perpetuo movimento,

che si rinnova giorno dopo giorno;

ritrovo in lei la quiete e l’energia:

volontà, desiderio, intelligenza.

 

 

“Quel che mi interessa (...) è una rivoluzione permanente (...), non rimanere mai fissi in un punto, che ci sia sempre qualcosa in movimento. Una revisione di tutto. Ogni giorno, io metto tutto in discussione, tutta la mia opera”.

J.MIRO’, Il colore dei miei sogni

 

“Ma perché l’ovra è tanto più gradita

da l’operante, quanto più appresenta

de la bontà del core ond’ella è uscita”.

DANTE, La Divina Commedia, Paradiso, VII, 106-108

 

“e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

DANTE, La Divina Commedia, Inferno, XXIV, 139

 

in:
commenti (25)(popup) | commenti (25)
Commenti
#1   12 Febbraio 2008 - 20:29
 
c'è una oscillazione evidente tra l'opera e l'investimento amoroso, entrambi accomunati in quanto strumenti che rendono possibile il superamento della perdita, del lutto...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ibridamenti

#2   12 Febbraio 2008 - 20:33
 
"bellezza, amore e conoscenza": un tentativo di armonizzare ragione e ragioni del cuore?

Riccardo di Valmartina
utente anonimo

#3   12 Febbraio 2008 - 20:43
 
Ho pubblicato in questo stesso blog una poesia contro l'impostura pascaliana, riassunta nel celebre pensiero: *Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce*.
Preceduta da un breve testo, la poesia la potete trovare qui:
http://emmegi.splinder.com/post/9531127/CONTRO+PASCAL
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#4   12 Febbraio 2008 - 21:33
 
ho letto il post dove parli di Pascal e mi sono molto tranquillizzata, pensavo di essere un po' strana perchè non ho mai accettato le ragioni del cuore opposte alla ragione, quando sento va dove ti porta il cuore mi vengono i brividi e non perchè non ci sia in me il cuore, c'è eccome, c'è la passione, ma la passione non rende mai povera la mia mente la rende rigogliosa e forte.... la coltiva...

i tuoi versi... amore e conoscenza....
da rubarti!!



chicca
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiccama

#5   13 Febbraio 2008 - 09:08
 
grazie chicca,
credo che la *nostra* posizione non sia maggioritaria :-)
Ma la ritengo più radicale di altre posizioni, conformisticamente orientate verso quella che io chiamo una retorica dell'amore :-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#6   15 Febbraio 2008 - 15:31
 
La tua musa dovrebbe essere onorata della poesia, het.
La poesia è rivelatrice profonda dell'animo del poeta: forza, fermezza, passione, ideali.
Questo sei tu.
Nella forma che scegli dici la volontà di un ordine al caos del mondo o interiore e nel contempo, nell'esprimere parole di senso compatto e compiuto senza nascondimenti ipocriti e senza camuffamenti metaforici, esprimi un desiderio di chiarezza, la trasparenza di una ricerca profonda del sè e la volontà di sondare, sentire, misurare lo spessore di quello e nello stesso tempo il desiderio di restituire autenticità all'umanità tutta, alla propria, all'altrui esistenza.
Spero non ti dispiaccia questo accenno di critica esegetica. E' un'attenzione che è mio desiderio offrire a chi sento per tramite della poesia affine in spirito.
A presto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#7   15 Febbraio 2008 - 23:01
 
# 5 Het

eheheh lo so che non è maggioritaria, per questo pensavo di essere diciamo "strana" a pensarla così, ma ormai non reggo piu' quella che definisci "retorica" dell'amore o dell'amicizia, mi sento strangolata verso una posizione che non ti apre le ali e non ti fa volare... ma ti incatena a stereotipi fintamente emozionali , lasciando da parte la passione che coinvolge ragione e cuore....
chicca
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiccama

#8   17 Febbraio 2008 - 21:28
 
@alivento
mi ha fatto molto piacere il tuo intervento: essere letti, commentati, interpretati, è, per chi scrive un momento essenziale all'interno della propria crescita, personale e artistica. Significa entrare, attraverso un testo, in cortocircuito con gli altri, e poter interagire: possibilità, questa, che la blogosfera alimenta, in maniera assolutamente originale.
Ciao
Mario
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#9   17 Febbraio 2008 - 21:43
 
Una *critica esegetica*, come la chiama alivento, al passo con le nuove forme della comunicazione virtuale, dovrebbe valutare la potenza espressiva dei testi anche valutando la loro capacità di creare connessione.

Un mio chiodo fisso, ma forse, in tale contesto, una chiave di lettura dei testi abbastanza nuova.

Anche le note, forse (che io non amo particolarmente se postposte al testo poetico) possono avere, sotto questo profilo, un valore aggiunto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ibridamenti

#10   17 Febbraio 2008 - 21:46
 
Sono d'accordo con quest'ultima osservazione. Ho sempre pensato che tra la tradizionale nota e il link ci sia una parentela molto stretta.

Riccardo di Valmartina
utente anonimo

#11   18 Febbraio 2008 - 11:37
 
...tu sei colei che l'umana natura nobilitasti sichhè il suo fattore
non disdegnò farsi sua fattura...

adoro le citazioni della divina Commedia!

Un caro saluto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sadlandscape

#12   18 Febbraio 2008 - 20:37
 
ciao giacomo,
spero che ci si riveda presto
Mario
utente anonimo

#13   18 Febbraio 2008 - 20:38
 
ero sloggato :-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#14   18 Febbraio 2008 - 23:13
 
splinder ha cassato un mio precedente commento e dunque lo riscrivo.

dicevo a Mad che le le connessioni, citazioni e rimandi (ed oggi i link per andare al passo coi tempi) sono prosecuzione, integrazione, commento del testo. in questo testo, ad esempio, sono illuminanti.

Ho letto a commento della poesia segnalata su ibridamenti uno scambio di battute circa note non note. Non comprendo il discorso, nel senso che non intuisco il suo percorso, direzione e scopo, inoltre non gradisco i contrasti tra poeti, in quel momento essi perdono quel magico fascino che emana dalla loro scrittura. Scrivere è anche libertà di scrivere o meno note a commento in qualunque forma le si voglia porre, corsivo neretto, riferimento o proseguimento del proprio testo.

Het, rileggendomi, più che una critica esegetica, il mio sembra un tentativo di "psicanalizzare" l'io poetante (il che, considerando che tu sei l'autore, mi sembra il massimo dello sfrontato :)) sviscerando quel grande respiro che anima il testo e che si manifesta nel desiderio stellare, di oltrepassare e d'innalzamento.

'notte
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#15   19 Febbraio 2008 - 11:15
 
@alivento

Sante parole: *Non comprendo il discorso, nel senso che non intuisco il suo percorso, direzione e scopo, inoltre non gradisco i contrasti tra poeti, in quel momento essi perdono quel magico fascino che emana dalla loro scrittura*.

I poeti non sono diversi dagli altri: difendono ciecamente il proprio orticello, per poter portare avanti indisturbati i loro miserabili giochi di potere. Accade anche tra filosofi, storici, psicologi (per citarti tre parrocchie che frequento abitualmente).
In poesia, come in altri settori, credo che dietro ogni difesa di un certo *minimalismo* - dietro ogni timore di *andare oltre* lo specifico - ci sia un minimalismo mentale che va denunciato e criticato.
Grazie davvero per le tue parole. Mi par di capire che siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Bye
Mario
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#16   19 Febbraio 2008 - 20:45
 
Mi dici cose het che già di mio avevo già chiaramente intuito da tempo.
Credi davvero che percepito tutto ciò una scelta di isolamento (nascondimento virtuale) sia un errore, una colpa, vigliaccheria, paura ecc... non è (potrebbe, tra l'altro, essere )forse una scelta di (in)visibile indipendenza e comprovata libertà da queste logiche?
:)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#17   19 Febbraio 2008 - 21:29
 
Credo che ciò che dici sia più che legittimo. Uscire, attraverso il virtuale, dalle logiche di potere che caratterizzano la vita off line: si, forse è in parte possibile. Dipende da che uso uno fa del virtuale. Però nella stessa vita on line funzionano logiche di potere, parrocchiette, piccole consorterie. Credo che se queste cose le rifiuti davvero - e io credo di rifiutarle radicalmente - le devi COMBATTERE OVUNQUE SIANO PERCEPIBILI.
Cmq piace anche a me, moltissimo, questa possibilità di trovare nella rete vie d'uscita e nuovi spazi di libertà...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#18   20 Febbraio 2008 - 14:53
 
Vedi het, io sto (e mi sto) studiando,
desideravo seguire il progetto ibridamenti a questo scopo, sviscerare tutte le possibili ragioni positive che rendono preferibile una scelta di identità virtuale scissa da quella reale.
Una potrebbe essere questa che stiamo considerando: estraniarsi-ed opporsi alle logiche di potere, come combatterle poi è un discorso tutto da sviscerare.
a presto

PS. se ti piace il senso di libertà della rete devo presumere che con altro nick tu ne sperimenti la potenzialità :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#19   20 Febbraio 2008 - 20:15
 
spiacente di deluderti :-)
Ho sempre praticato la trasparenza: nick, avatar, + nome e cognome e attività professionale...
Ho molta fiducia nella possibilità che la rete mi offre di posizionare la mia presenza in modi variegati, sempre diversi. Heteronymos viene dagli *eteronimi* di Pessoa, e nel mio blog, come vedi - direi nel mio piccolo blog, volutamente piccolo - i registri identitari adottati sono molteplici, e così i temi oggetto di discussione.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#20   20 Febbraio 2008 - 20:21
 
heteronymos
a m f y

a.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alfred58

#21   20 Febbraio 2008 - 22:52
 
???
alfred, che significa?
:-)
(se è qualcosa di indicibile dimmela in PVT, altrimenti spiega qui)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente heteronymos

#22   21 Febbraio 2008 - 08:42
 
leggendoti si è presi in egual misura da "testa e cuore", e non accade spesso, g*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Gardenia

#23   21 Febbraio 2008 - 23:28
 
het, non mi deludi per la ragione che non avevo aspettative, anzi mi fa piacere che soddisfi la mia curiosità

io invece ho sempre praticato la massima trasparenza della mia identità virtuale
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#24   23 Febbraio 2008 - 18:11
 
come sempre le tue parole sono meravigliose
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Magentarh

#25   04 Marzo 2008 - 16:06
 
Mario arrivo per ultimo, ma ci tenevo a lasciarti un mio commento.
La poesia l'ho molto apprezzata per la sua capacità di "riposizionamento" ("insorgono le forze sconosciute d’un’opera in perpetuo movimento") del ruolo dell'individuo sotto l'effetto della passione. Un continuo riposizionarsi, una negoziazione del proprio essere sotto la spinta della passione. Quest'ultima è una grande responsabilità che viene a chiunque disponga di risorse supplementari. Deve metterle a disposizione di sè stesso (indistinto tra cuore e ragione), dei propri cari e della collettività. Personalmente credo che la mia ragione soccomba spesso al cuore, ma solo per suoi manifesti limiti [ :-) ].
Sui poeti hai ragione: spesso si sentono "solo" poeti. Credo dimentichino che la poesia va cercata nel mondo. Non si può "scrivere" poesia se non andando a stanarla nella sua immanenza. Così il "dire del mondo e dell'uomo in versi" rimane l'unica forma di poesia lecita. Tutto ciò che crea distacco e separazione non è reale poesia, ma solo un intento elitario. Aggiungo che la poesia a mio avviso è una continua ripartenza, un riposizionamento, appunto, proprio perchè tenta continuamente di negoziare un nuovo punto di inizio dell'osservazione, ma così facendo annulla la propria esclusività e prende sotto braccio l'analisi. Se ne vanno insieme. Tuttavia senza dichiarare mai dove.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente eventounico

Commenti