La Nuova Venezia - Il Mattino di Padova - La Tribuna di Treviso
17 05 08
CA’ FOSCARI SI TUFFA NEL MONDO DEI BLOGGER Tutto è partito da Ibridamenti
Yamina Oudaï Celso
[ Pubblico, in versione quasi integrale, questo articolo della filosofa e giornalista Yamina Oudaï Celso. L’articolo presenta il convegno di Ibrid@menti ed è uscito sui quotidiani veneti sopra citati: un’ ulteriore occasione per discutere sul convegno, sul libro e sui temi emersi.
Yamina Oudai Celso :
è dottore di ricerca in Filosofia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Universita Ca’ Foscari di Venezia, dove tiene il corso di "Storia e tecnica del dialogo filosofico". Ha trascorso soggiorni di studio e di ricerca presso il CNRS dell'Université Paris IV, Sorbonne (Centre Léon Robin) e collabora alla pagina culturale dei quotidiani "La Nuova Venezia", "Il Mattino di Padova", "La Tribuna di Treviso".
Voglio ricordare un bel libro di Yamina: Freud e la filosofia antica, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2006 ]
Si chiamano Melpunk, Contenebbia, Evenevil, Sadlandscape, Mssenzafiltro, e c’è da scommettere che dietro i loro fantasiosi nicknames o identità virtuali si articolino nuove e interessanti strategie comunicative, che parlano il linguaggio a volte onirico, spesso informato e quasi sempre anticipatorio dei bloggers. A questi protagonisti della rete, che attraverso i propri spazi on line (i blog, appunto) aggregano ogni giorno vivaci scambi di idee ed opinioni sui più disparati ambiti, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, assieme a Splinder, aveva scelto, sette mesi fa, di dedicare un apposito spazio di ricerca, attraverso la creazione del blog collettivo Ibrid@menti, concepito come il luogo di scambio e “ibridazione” tra il mondo di internet e quello delle indagini semiotiche, sociologiche e psicoantropologiche rivolte ad esso dagli “addetti ai lavori”.
Adesso che Ibrid@menti, con i suoi 154.000 contatti complessivi, è arrivato ai 5 /10 di Page Rank Google, un primo bilancio dell’innovativo esperimento viene tracciato oggi, dalle 9 alle 18, nella Sala Conferenze di Palazzo Malcanton-Marcorà dal Prorettore dell’Università Umberto Margotta insieme ad una vasta rappresentanza di bloggers e scrittori, come Tiziano Scarpa, che dialogano con gli studiosi degli enti di ricerca coinvolti nel progetto, quali la Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione e il Dipartimento di Studi Storici di Ca’ Foscari, il Laboratorio Internazionale di Semiotica di Venezia, La Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Università di Palermo.
“Si tratta di un’iniziativa che presuppone un indispensabile sforzo di integrazione tra mondi diversi, ma anche saperi e discipline eterogenee – afferma Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza e di Epistemologia a Ca’ Foscari, presente anche nella sua veste di “blogger” (heteronymos) – poiché gli strumenti dello psicologo o dell’antropologo non sono sufficienti, da soli, a decodificare una realtà complessa come quella della rete. Il nostro principio ispiratore è stato quello foucaultiano della “indagine di sé e degli altri”, in una visione amplificata e “ibrida” del concetto di identità: è infatti molto frequente che ad Ibrid@menti ci si accosti nella doppia veste di studioso e di blogger o frequentatore del web”.
Al centro del dibattito anche il tentativo di individuare cosa renda un blog preferibile all’altro.
“Il successo comunicativo di un blog è solitamente legato, oltre che alla parola scritta, ad un uso estremamente sofisticato e creativo di immagini e suoni – spiega la coordinatrice di Ibrid@menti Maddalena Mapelli, curatrice del volume collettaneo Pratiche collaborative in rete in uscita presso l’editore Mimesis – . L’interazione tra i due mondi, quello dei blogger e il contesto accademico, si è rivelata piuttosto complessa soprattutto per la difficoltà di congegnare un linguaggio comune. Dal momento che in questa sede ‘ibrida’ nessuno dei due interlocutori poteva esprimersi nella propria modalità abituale”.
Dunque una feconda contaminazione di provenienze e categorie di pensiero, ma anche una provvidenziale caduta di steccati e idiosincrasie di appartenenza che troppo spesso rendono miope l’istituzione universitaria verso chi elabora idee e culture al di fuori di essa.
[ Un'anteprima sul convegno: qui
Per acquistare il libro on line: qui ]





